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    Progetto Essence: la tecnologia al servizio della pedagogia

    Il progetto internazionale Essence (Empathic platform to personally monitor, Stimulate, enrich, and aSsist Elders aNd Children in their Environment), finanziato dall’Unione Europea ha l’obiettivo di sviluppare e sperimentare una piattaforma multifunzione in grado di monitorare da remoto l’acquisizione delle abilità scolastiche e identificare precocemente eventuali disturbi del neurosviluppo su cui intervenire. Il progetto vede la collaborazione di clinici, insegnanti e ingegneri e si vorrebbe che rappresentasse l’anello di congiunzione tra famiglia, scuola e professionisti della salute. L’evoluzione tecnologica, che per certi versi è stata accelerata dalla attuale pandemia, permetterebbe così di trasformare le conseguenze psicologiche, mediche e sociali del Covid-19 in una grande opportunità, in un’ottica che va oltre l’emergenza: il suo utilizzo potrebbe risultare essenziale non solo in caso di lockdown, ma in qualunque situazione che ostacoli l’accesso alle risorse della comunità.

    Essence: dove nasce l’idea del progetto?

    L’idea alla base del progetto Essence nasce come risposta a una richiesta della Commissione Europea relativa all’emergenza Covid e, in particolare, relativa all’innovazione tecnologica per l’assistenza e il supporto dei soggetti fragili.

    Sulla base di precedenti collaborazioni tra l’Università dell’Insubria, il Politecnico di Milano e l’Ufficio Scolastico di Varese che hanno portato allo sviluppo di progetti per l’identificazione precoce di bambini a rischio nell’ambito dei disturbi dell’apprendimento scolastico, è stata fatta una proposta progettuale sulla possibilità di effettuare tale identificazione in condizioni non ordinarie, come quelle createsi con la pandemia. È stato possibile rispondere con rapidità a tale richiesta perché la maggior parte dei partner di Essence aveva già collaborato a un precedente progetto europeo, il progetto MoveCare, finalizzato alla implementazione di una piattaforma per la stimolazione e l’interazione sociale degli anziani, che si è potuto estendere a un altro tipo di utenza.

    Essence è un progetto internazionale che nasce nell’ambito dell’emergenza Covid-19

    Chi sono i partner del progetto Essence?

    Il progetto Essence include un consorzio costituito da nove partner. Di questi, quattro sono istituzioni universitarie – il Politecnico di Milano, che svolge funzioni di coordinamento, l’Università degli Studi di Milano, l’Università dell’Insubria e l’Università di Haifa in Israele – e tre aziendali – SXT e Sistemi per la Telemedicina (specialisti nella progettazione di hardware e software medici), Smart Com (azienda della Slovenia che si occupa di servizi infrastrutturali), e Signal Generix (una delle principali aziende di Cipro per la ricerca e sviluppo ad alta tecnologia).

    Inoltre, fanno parte del progetto anche FundeSalud, fondazione pubblica dell’Estremadura spagnola, attiva su progetti di ricerca europei, ed E-Senior, associazione per anziani con sede a Parigi.

    Quale ruolo hanno svolto le esperienze precedenti nel delineare Essence?

    I progetti di identificazione precoce per i primi due anni della scuola primaria prevedevano già la collaborazione dei nostri gruppi.

    Gli insegnanti avevano a disposizione griglie di osservazione per verificare le aree di competenza acquisite (lettura, scrittura, calcolo, attenzione, memoria, abilità visuo-spaziali) e per identificare i bambini a rischio; in un secondo tempo, basandosi su alcuni indicatori, potevano attingere a un vademecum, da noi realizzato, che proponeva attività di potenziamento.

    Partendo da questa esperienza abbiamo tradotto gli strumenti per il potenziamento già disponibili in strumenti utilizzabili anche a distanza, grazie alla piattaforma sviluppata dal Politecnico e dall’Universita degli studi di Milano per il progetto con gli anziani.

    La piattaforma Essence offre una serie di stanze virtuali che permettono agli insegnanti di interagire con gli studenti a casa (per esempio a causa della quarantena) e proporre le attività presenti nel vademecum. Gli insegnanti del nostro territorio hanno familiarità con queste attività, essendo stati coinvolti nella sperimentazione negli ultimi tre anni.

    Essence crea un collegamento tra famiglie, insegnanti e clinici per offrire sostegno anche a distanza.

    Essence: un collegamento virtuale tra famiglie, insegnanti e clinici

    Il progetto ha un respiro molto ampio. Da un lato, ha l’obiettivo di sviluppare una serie di applicazioni che gli insegnanti potranno utilizzare a distanza per stimolare le aree fragili evidenziate in precedenza. Dall’altro, coinvolge il servizio sanitario: nel momento in cui un bambino, nonostante i potenziamenti continui ad avere delle difficoltà, potrà essere valutato dagli specialisti delle unità di neuropsichiatria infantile.

    Una stanza virtuale implementata sulla piattaforma, riservata ai clinici, permette di interagire con i bambini segnalati dagli insegnanti e di proporre approfondimenti clinici che, in condizioni standard, vengono fatti in presenza. Dunque, i test psicometrici che già conosciamo e usiamo in presenza, grazie alla collaborazione con Giunti Psychometrics, diventano fruibili da remoto. Esiste anche la possibilità di utilizzare la piattaforma per potenziamenti più specialistici, per esempio proponendo ulteriori attività di tipo riabilitativo che possono essere svolte da remoto.

    Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento dei nonni che, tramite un tablet, hanno la possibilità di interagire con i loro nipoti e svolgere insieme alcune attività, in stanze virtuali dedicate. La condivisione delle attività tra nonni e nipoti, da un lato, consente ai nonni di aiutare i bambini a lavorare sulle loro aree di fragilità, dall’altro, aiuta, attraverso il gioco, a preservare una relazione che, in molti casi, in questo periodo, può essere vissuta solo a distanza.

    L’obiettivo finale è dunque quello di creare un collegamento tra famiglie, insegnanti e clinici in modo da poter offrire il miglior sostegno possibile in caso di necessità.

    Quali attività sono proposte?

    Gli studenti e i loro insegnanti riceveranno un tablet e una penna sensorizzata. L’obbiettivo è quello di creare delle occasioni sia di gioco sia di monitoraggio trasparente. Nei serious games, una delle attività del vademecum tradotte in una versione fruibile a distanza, si mantiene una parte ludica per attivare i bambini positivamente, anche se la finalità reale è quella di allenare quegli ambiti che sono risultati fragili all’osservazione didattica e pedagogica.

    Un esempio sono i giochi di carte, attraverso i quali vengono sviluppate e potenziate le abilità di calcolo. Esistono anche attività ludiche, a cui i bambini possono accedere senza l’attivazione da parte del docente, e che hanno comunque uno scopo educativo.

    Sono disponibili anche delle attività motorie, da svolgere da soli o in gruppo, in quanto molti hanno smesso di fare sport o non possono più fare educazione motoria. L’attività di gruppo viene realizzata con veri e propri giochi di competizione tra bambini; ciò permette anche di rinsaldare le relazioni, obiettivo importante dal momento che i bambini, nei primi anni della scuola, si trovano in una fase di organizzazione sul piano degli scambi e delle interazioni.

    Come si svolgerà la sperimentazione della piattaforma?

    Il progetto ha una durata di due anni. L’idea è quella di arrivare a una piattaforma funzionante nel primo anno e testarla sul campo nel secondo.

    In un primo momento, verrà effettuato uno studio pilota con un gruppo ristretto di bambini a cui proporremo tutto il pacchetto: attività motorie, serious games, attività in piccolo gruppo, connessioni con i nonni, connessioni con gli specialisti, somministrazione dei test. Lo scopo è quello di avere un riscontro sulla reale utilizzabilità della piattaforma da parte degli insegnanti, ma anche di alcuni bambini.

    La sperimentazione vera e propria avrà inizio con il prossimo anno scolastico, a settembre. Gli insegnanti effettueranno un’osservazione sistematica su tutta la classe a partire dal mese di ottobre e si concentreranno, attraverso l’utilizzo di griglie più estese, sui bambini che presentano indicatori di rischio. Dopodiché, fino a maggio, gli insegnanti utilizzeranno le attività della piattaforma per il potenziamento e avranno un ruolo attivo nell’identificare quello più idoneo per il singolo studente.

    Ci sarà quindi una rivalutazione con le griglie di osservazione per capire se il potenziamento ha dato esiti positivi oppure no. Per i bambini che, successivamente al potenziamento, presentano ancora indicatori di rischio, viene attivata la valutazione clinica. Inoltre, per quanto riguarda la parte del progetto che riguarda i test, vorremo già effettuare una somministrazione su un piccolo campione, sia da remoto sia in presenza, per valutare se ci sono differenze sostanziali negli esiti utilizzando modalità differenti.

    Come è stato possibile sfruttare la situazione di emergenza?

    La pandemia, nel contesto scolastico, ha rappresentato un’occasione per accogliere gli input derivanti dall’innovazione tecnologica. Abbiamo guadagnato l’attivazione di un canale di monitoraggio, di approfondimento, che potremo sempre fruire in questa modalità a distanza.

    Guardiamo alla scuola come luogo di investimento per la gestione dei problemi di apprendimento, in modo che il clinico possa ricoprire il ruolo di supervisore, rilevando eventualmente solo alcune situazioni e non sovraccaricando i servizi. Grazie a questa piattaforma possiamo “entrare in una classe” e collaborare con gli insegnanti – anche solo per osservazioni mirate. La possibilità di effettuare le valutazioni cliniche all’interno della scuola rappresenta un vantaggio socio-sanitario straordinario: si evitano spostamenti inutili e, soprattutto, si evita ai bambini di doversi recare in ospedale.